Tra i Magredi e le Valli Pordenonesi

Una bellezza creata e plasmata dall'arte dell'acqua.

In Friuli sopravvive un territorio unico al mondo, un perfetto esempio di praterie selvagge e gole rocciose. Tutto questo all’interno di un unica provincia, quella di Pordenone.

Le Valli Pordenonesi si estendono tra i fiumi Livenza e Tagliamento e appartengono al gruppo di montagne delle Prealpi Carniche; paradiso di appassionati di sport come il nordic walking, il free climbing e l’ice climbing, ma anche della canoa, del kajak, del canyoning e del rafting.

L’intero territorio è attraversato da fiumi e torrenti che hanno dato il nome alle omonime vallate: Valcellina, Val Cosa, Val d’Arzino, Val Tramontina. Inoltre la zona presenta delle aree protette, come quella del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e quella dei Magredi.

I Magredi sono caratterizzati da terreni poco fertili, essendo costituiti quasi esclusivamente da ghiaie, formando quindi una pianura steppica. Nonostante ciò, qui nasce una flora unica nel suo genere in Europa. Inoltre, dal punto di vista della tradizione enogastronomica, la zona offre anche delle eccellenze, tra cui i “Vini dei Magredi”.

Le Valli, territori di grande suggestione e con paesaggi incontaminati di rara bellezza, ben si prestano all’escursionismo e allo scialpinismo. Dal punto di vista culturale l’area vanta testimonianze storico-artistiche di particolare rilievo.
Maniago, con le sue storiche coltellerie e il borgo medievale di Spilimbergo, noto per la sua Scuola Mosaicisti, unica al mondo, sono le cittadine più importanti della zona. Tutte le valli sono poi ricche di piccoli borghi, tra i più belli d’Italia.

La Val Cosa è ricca di sorgenti d’acqua, boschi fittissimi e alpeggi. Qui la presenza umana si attesta sin dal periodo preistorico, come testimoniato dai rinvenimenti archeologici ora esposti nel Museo della Grotta.

Altra vallata ideale per chi cerca tranquillità è la Val Colvera, percorsa dall’omonimo torrente. Nella valle, che si estende sotto l’imponente vetta del Monte Raut, sorgono i caratteristici borghi rurali di Frisanco, Poffabro, Casasola e Valdestali. L’acqua del torrente Colvera ha modellato le rocce dando vita a suggestive cavità naturali come il “Landri scur” e il “Landri viert”.

Lungo il corso del torrente Meduna si snoda invece la Val Tramontina. Meta di numerosi turisti per la sua natura incontaminata, l’area presenta vasti boschi e bei borghi rurali. La Valle è caratterizzata inoltre da tre laghi artificiali: Ca’ Zul, Ca’ Selva e Redona. In passato questa valle era famosa in tutta la regione per la lavorazione artigianale del legno e del rame.

La Val d’Arzino si sviluppa in un territorio ancora incontaminato dal punto di vista ambientale e per questo motivo molto suggestivo ed affascinante. È attraversata dalla storica strada “Regina Margherita” costruita alla fine dell’Ottocento per collegare la valle alla pianura.

La Valcellina è stata in passato la valle di più difficile accesso, percorribile solo tramite ripidi sentieri. Per questo motivo ha mantenuto intatta la sua vocazione agricola ed integro l’ambiente naturale. La Valle custodisce un patrimonio paesaggistico di grande interesse. Il paese di Montereale Valcellina è il primo che si incontra prima di addentrarsi nella Valcellina; da qui si apre una gola tortuosa fatta di rocce erose dalle acque.

Percorrendo la strada turistica, nei pressi di Andreis, si può ammirare l’acqua tumultuosa dei torrenti che hanno eroso nei secoli la roccia, formando delle “marmitte dei giganti”. Proseguendo lungo la statale si giunge nella vallata di Barcis. Da qui è possibile  vedere il Monte Cavallo, dove si trovano degli impianti sciistici di fama internazionale. Barcis, che si affaccia sull’omonimo lago, presenta ancora le caratteristiche case tradizionali fatte di pietra e con i ballatoi in legno, lo stesso vale per Andreis.

Di particolare bellezza, per le sue caratteristiche morfologiche, è il tratto della valle, tra Barcis e Montereale: la profonda forra naturale del torrente Cellina, oggi inserita tra le Riserve Naturali del Friuli Venezia Giulia.

Continuando lungo la statale si arriva al paese di Claut, campo base per trekking e passeggiate. Poco oltre troviamo Cimolais, sede del Parco delle Dolomiti Friulane, da qui si gode un imponente scenario sulle montagne dolomitiche.

Proseguendo e superando il passo di Sant’Osvaldo (828 metri) si raggiungono i borghi di Erto e Casso, nei pressi della diga del Vajont.
La zona è famosa anche per essere una palestra naturale di roccia, meta di numerosi arrampicatori.

Ci sono ancora un’infinità di cose da raccontare, per questo abbiamo selezionato i seguenti due video per dare alcune informazioni più approffondite.

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