Valcellina on the road

Percorrere la Valcellina in moto significa percorrere un itinerario amato da tutti i motociclisti.

Bikers, vespe, moto d’epoca!…Raduni che portano alla storia.

Dalla pianura friulana alle maestose montagne rocciose delle Dolomiti, la bellezza e lo splendore dei luoghi, dei suoni e degli odori quando si viaggia in moto lungo il torrente Cellina è difficile da descrivere.

Una strada panoramica come nessun’altra, certo, la parte che coinvolge il Cellina è lunga appena 60 kilometri, ma questo percorso combina colpi di scena sensazionali con alcuni dei più bei paesaggi che Madre Natura può offrire.

Il percorso inizia all’entrata del villaggio di Vivaro, dopo poco aver attraversato il guado del Meduna sulla SP2, oppure il ponte che attraversa i Magredi del Cellina nella SP53. Qui il torrente Cellina si immette nel fiume Meduna creando una vasta distesa secca e arida che caratterizza questa zona.

Passato Vivaro inizia una strada lunga e rettilinea chiamata “Vivarina”, 13 Km che costeggiano vasti prati verdi ed in lontananza le montagne si ingrandiscono sempre più. Normalmente qui il tragitto è molto tranquillo, quasi deserto e con poco traffico. I motociclisti dovrebbero davvero godere di questo ambiente moderando al minimo la velocità.

Si arriva nei pressi di Maniago e Vajont, dove in una grande rotonda ci si imbocca nella Sp69 che porta a Maniago Libero per congiungersi nella SR251. Questa è l’inizio di un insieme di emozioni dove il colore del verde inizia ad avvolgere tutto, ed è solo un assaggio, che porta a Montereale Valcellina, conosciuto come il portale verso la splendida Valle.

Infatti, solo da qui, provenendo da direzione sud, si può proseguire esplorando questa zona. Passata una corta galleria, ci si impatta con il Lago di Ravedis, dove si può fare una breve sosta panoramica.
Continuando si imbocca il tunnel che porta all’innesto con Andreis e il Lago di Barcis. Lasciandosi alle spalle il lago e continuando la strada a bassissima velocità, il paesaggio montano e la totale solitudine fanno di questo tratto di percorso un punto da godere. Tratto che si immerge tra il torrente Cellina e le montagne ad esso adiacenti.

Assolutamente da fare, un sosta prima a Claut e poi a Cimolais per sgranocchiare le gambe e ammirare le cime delle montagne. Superato Cimolais, tra ripide curve e pendii che difficilmente lasciano sosta, si raggiunge il punto più alto del percorso, il Passo Sant’Osvaldo.

Inizia la discesa, che porta alla Valle del Vajont e al comune di Erto e Casso, poco dopo si giunge alla Diga. Dall’alto, la vista è incredibile. A questo punto è possibile vedere nelle strade la vicinanza della bella cittadina di Longarone. Prosegui ora dove più ti aggrada.

ATTENZIONE: ci sono alcuni punti della tratta che hanno avuto in passato un alto numero di incidenti motociclistici, sopratutto in curve e tornanti. Questo articolo vuole essere di pura informazione e precauzione. Segui i limiti e non padroneggiare!

 

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